La doppia vita che vive chi si trasferisce all’estero

  • Autore: Marco Valeri
  • Pubblicato il: 15-06-2018
  • Ultima modifica: 05-10-2021
  • Commenti: 4

 

Vivere lontano dal posto in cui si è cresciuti ti porta ad avere una doppia vita a tutti gli effetti.

Forse la difficoltà più grande quando si lascia la propria città sono gli affetti, la distanza da questi.

La famiglia.

I parenti.

Gli amici di una vita.

La palestra di sempre.

Le strade della tua città.

Tutte quelle piccole cose che fino al momento della tua partenza hanno fatto parte delle tue giornate.

Penso che siano proprio questi gli elementi che fanno soffrire di nostalgia chi decide di andare a vivere lontano da casa.

Ma siamo esseri umani e come tali sappiamo adattarci a tutte le situazioni.

Quando ero piccolo mio padre mi ripeteva spesso che ci si abitua a tutto.

Non c'è cosa più vera.

Così, se decidi di andare a vivere in un'altra città, o come nel mio caso all'estero, ti ritrovi a scoprire un luogo tutto nuovo.

Nuovi amici.

Nuovi strade.

Nuovi panorami.

Nuove opportunità.

All'inizio tutto è nuovo.

Ci si sveglia ogni mattina con la curiosità di un bambino nel periodo del perché.

Con il passare delle settimane e dei mesi ci si crea una nuova dimensione fino a quando quest'ultima non diventa parte della nostra vita.

Così, senza quasi accorgercene, diventiamo i protagonisti di una doppia vita:

la vecchia vita che abbiamo lasciato a casa nostra;

la nuova vita che abbiamo nella nostra nuova casa.

Le emozioni si confondono in questi momenti.

La mente si apre: conosciamo bene due luoghi e abbiamo imparato ad adattarci a questi.

Quando siamo da una parte ci manca l'altra e viceversa.

Questo è quello che succede a chi decide di andare a vivere lontano da casa.

Sa che ogni volta che partirà non vedrà l'ora di arrivare a casa per abbracciare tutte quelle persone che lo stanno aspettando.

Così come sa che quando tornerà alla sua nuova vita ci sarà qualcun'altro ancora ad aspettarlo.

Come ti dicevo si vive in un vortice di emozioni forti, contrastanti, sincere.

Ti manca casa ma ti manca anche la tua nuova casa.

Non ci si può fare nulla.

Guardare questo aspetto diventa anche un'esercizio che ci aiuta a capire se abbiamo fatto la scelta giusta o meno.

Quanto ti manca la tua città d'origine?

Quanto ti manca la città in cui vivi ora rispetto a casa tua?

Le risposte ti possono aiutare a riflettere.

Ad esempio io mi sento come se avessi un piede da una parte e uno dall'altra.

Quando sono a Londra mi manca la mia vita sociale di Roma: la famiglia, gli amici e tutte quelle piccole cose che riempivano la mia vita nella Capitale d'Italia.

Quando sono a Roma la cosa che mi manca di più di Londra sono le sue opportunità e il modo in cui la città è organizzata.

Non sono tanto il tipo che guarda ai mezzi pubblici che passano in orario.

Ma amo la mentalità della City dove c'è sempre qualcosa da fare, a qualsiasi età, a qualsiasi ora e per qualsiasi persona.

E' proprio lì che ho fatto mio il motto che l'età non è mai un limite.

C'è poi una domanda che non ti abbandona mai:

Come sarebbe stato se non fossi mai partito?

Impossibile rispondere.

Possiamo immaginarlo ma non esserne certi.

Però se riesci a valutare che la lontananza da casa ti ha cambiato in meglio, allora significa che indipendentemente da come sarebbe stato va bene così.

Soprattutto se sei felice ora.

Purtroppo vivere lontano da casa ci fa perdere tante cose della vita delle persone a cui vogliamo bene.

I genitori invecchiano ed ogni volta che torni a casa non puoi fare a meno di notarlo.

Gli amici vanno avanti per la loro strada e tu perdi pezzi interi del loro percorso.

Tutti cambiano, anche tu, e non puoi fare a meno di notarlo ogni volta che torni.

La lontananza ha il suo peso.

Su questo non c'è dubbio.

Ma la mia doppia vita tra Londra e Roma mi ha fatto riscoprire anche che la lontananza crea un tempo di qualità tra i rapporti.

Ogni volta che torno a Roma la cosa che più voglio è godere della compagnia delle persone che mi mancano da quando mi sono trasferito a Londra.

La mia famiglia.

Gli amici.

I parenti.

Ed anche la mia città.

La scarsità di tempo tra una visita e l'altra mi impone in maniera istintiva di avere solo tempo di qualità.

Quindi ogni cosa è un piacere e me la godo più di prima.

Una cena con i miei genitori.

Una pizza con i parenti.

Una chiacchierata di prima mattina con mia sorella.

Una birra con gli amici.

La passeggiata con i cani dopo pranzo.

Un semplice giro per le strade di questa Roma tanto criticata che sempre bella rimane.

Shanghai in Cina
Photo by Edward He on Unsplash

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4 commenti

Marco Valeri

Pubblicato in data 10-07-2018 15:19:11 da Marco Valeri

Grazie di cuore per le belle parole Dario, davvero. Ti auguro il meglio per il tuo futuro in Italia. A presto

Dario

Pubblicato in data 09-07-2018 23:03:27 da Dario

Complimenti davvero per le tue parole. Se denota una grande maturità nata dalle esperienze di vita. Sarebbe bello NON avere mai la necessità di lasciare il proprio paese e questo vale per tutti. Io me ne andrei subito da sto paese senza futuro, ma all’estero si diventa un “gringo” , uno straniero, ed è come se non fossi più proprietario delle tue radici. Ancora complimenti comunque...

Marco Valeri

Pubblicato in data 16-06-2018 10:47:08 da Marco Valeri

Ciao Giuseppe, grazie per il tuo commento :-)

GIUSEPPE

Pubblicato in data 16-06-2018 9:08:34 da GIUSEPPE

Caro Valerio, se stai bene dove sei, non avere rimpianti. ROma è una bella città, ma sta in italia, e l'italia ormai non paese per gli italiani. purtroppo. Tira avanti, potessi io andarmene. ciao

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