Studiare all’estero: come studiare in un altro paese? Guida

  • Autore: Marco Valeri
  • Pubblicato il: 11-08-2018
  • Ultima modifica: 06-10-2021
  • Commenti: 2

 

Studiare e lavorare all'estero cos significa? Per spiegarlo ho deciso di fare una guida su come cambia oggi la vita dei giovani e meno giovani che si mettono in viaggio.

Dopo averti spiegato brevemente la mia esperienza ti voglio anche illustrare quelli che sono i servizi che oggi ti permettono di:

studiare all'estero;

avviare un progetto imprenditoriale all'estero;

viaggiare gratis;

viaggiare gratis offrendo prestazioni di lavoro e tanti servizi che hanno reso i paesi sempre più vicini tra loro.

Ma prima ci tengo a spiegarti brevemente la mia esperienza per farti capire com'è cambiata la mia vita all'estero.

Sono convinto che se stai valutando di fare questo percorso ti potrebbe essere d'aiuto conoscere altre esperienze.

 

 

Studiare all'estero ti cambia la vita

 

Il mio nome è Marco Valeri, ho 34 anni e nel 2015 sono stato uno dei tanti italiani che ha deciso di trasferirsi all'estero, per l’esattezza a Londra.

Non pensavo che una simile scelta avrebbe cambiato per sempre la mia vita e alla fine di questo articolo sarà chiaro del perché lo è stato per me e per tutti coloro che vanno a fare oggi un’esperienza di lavoro all'estero.

Prima di partire avevo mille dubbi: non sapevo cosa mi aspettava, non sapevo come sarei riuscito a relazionarmi ad un mondo del lavoro completamente diverso, non sapevo come sarebbe stato vivere lontano dalla mia città, Roma.

Nonostante le mille paure il 3 marzo 2015 io e la mia ragazza, Caterina, siamo partiti con pochi risparmi per cambiare la nostra vita a Londra.

All'inizio fu tutto molto emozionante: una nuova città, una lingua da imparare, persone provenienti da ogni parte del mondo.

Poi mi scontrai con la realtà lavorativa: dato che il mio inglese non era dei migliori non c’erano grandi opportunità.

Scrissi un curriculum in inglese e ne stampai 10 copie. Uscii di casa e puntai a bar, pub e ristoranti.

“Hi, my name is Marco, I’m sorry, I don’t speak English very well, I’m looking for a job and…”

Al terzo curriculum una signora di Newcastle, che gestiva un pub, mi assunse.

Dopo qualche mese andai a lavorare nell'albergo di una grande compagnia, lo Zetter Group, grazie alla conoscenza di un mio amico che lavorava lì, Francesco.

Cominciai a lavorare come lavapiatti.

I turni di lavoro erano lunghi e massacranti.

Era da circa 6 mesi che ero arrivato a Londra e per la prima volta sentii davvero di aver sbagliato tutto.

Mi mancava la mia famiglia, i miei amici, la mia città e l’idea di lavare i piatti a più di trent'anni non era come avevo immaginato la mia esperienza a Londra.

Tutti mi avevano sempre parlato bene di questa città ed effettivamente era ricca di opportunità.

Tuttavia per sfruttarle bisogna avere una buona conoscenza della lingua, cosa che io non avevo.

Mi sentivo abbastanza frustrato per tutta la situazione. Pensai che dovevo condividere la mia esperienza per fare in modo che nessuno facesse il mio stesso errore.

Volevo raccontare la mia condizione a tutti gli italiani che volevano partire per l’estero.

Avevo capito che Londra, così come le grandi capitali del Nord Europa, avevano delle potenzialità, ma bisognava partire preparati per sfruttarle a proprio vantaggio.

Così creai ViaggIn, il blog che stai leggendo, in cui cominciai a scrivere della mia esperienza all'estero.

Nacque Vivere a Londra, una vera e propria guida che spiegava come si viveva in questa città.

Anche la mia ragazza Caterina cominciò a mettere nero su bianco la sua esperienza.

Siamo rimasti entrambi sorpresi di vedere che c’erano tante persone che ogni giorni ci scrivevano per avere ulteriori informazioni o per raccontarci la loro esperienza.

La cosa fu davvero stimolante.

Ogni giorno lavoravo nella cucina dell’albergo e nel tempo libero prendevo informazioni e scrivevo nuovi contenuti su ViaggIn.

Per la prima volta nella mia vita ebbi modo di fare la piacevole conoscenza della meritocrazia, una parola che purtroppo in Italia non avevo incontrato in più di 10 anni di lavoro.

Da lavapiatti passai a Commis Chef, poi a Demi Chef ed infine a Chef De Partie.

Nel giro di due anni sono diventato un vero e proprio cuoco e il mio stipendio arrivò a più del doppio rispetto a quello di partenza.

Non avevo mai considerato di fare questo mestiere in vita mia ma fu davvero una grande soddisfazione.

Tuttavia in due anni il mio blog era cresciuto davvero tanto.

Così io e Caterina decidemmo di dedicarci solo a quello.

Tra l’altro i nostri articoli sul web erano apprezzati e ci misero nella condizione di dare vita a delle vere e proprie collaborazioni con altri piccoli e grandi siti.

Diventò (ed è tutt'ora) il nostro lavoro.

Prima di partire non mi sarei mai immaginato che nel giro di 3 anni la mia vita sarebbe potuta cambiare in questo modo.

Università di Utah in America
Photo by Parker Gibbons on Unsplash

 

Lavorare e studiare all'estero

 

Vivendo all'estero, scrivendo di informazioni relative alla vita oltre i confini e confrontandomi con i numerosi lettori di ViaggIn, mi sono reso conto che negli ultimi anni studiare all'estero, ed anche lavorare lontano dai confini nazionali, è una scelta ricca di potenzialità.

Le grandi città hanno sempre bisogno di manodopera durante la stagione estiva e per molti giovani questa è una grande opportunità.

Se vuoi farti un'idea migliore di quello che dico prova a vedere come lavorare in Germania oggi, una guida pratica per trovare lavoro ed avere successo in questo paese.

Le nuove generazioni sono abituate a viaggiare fin da molto giovani.

Ma un lavoro all'estero è spesso un viaggio di sola andata.

In questi anni a Londra ho avuto modo di conoscere diversi giovani (e meno giovani) che sono partiti dall'Italia per fare un’esperienza di un paio di mesi, giusto il tempo per imparare meglio la lingua, e che poi non sono più tornati.

Opportunità, offerte e società di lavoro meritocratiche hanno reso il lavoro estivo per molti giovani l’inizio di una vera e propria carriera.

Giorni fa ho conosciuto Lisa, una ragazza di Milano che è venuta a Londra diversi anni fa per imparare la lingua.

Come tutti ha cominciato dal basso, da pub, ed oggi è la manager di una grande compagnia inglese.

Ma negli ultimi 10 anni l’enorme cambiamento del lavoro all'estero è stato legato ad internet: social network, siti, blog, piattaforme e servizi digitali mettono in contatto oggi le persone di tutto il mondo.

Datori di lavoro e lavoratori comunicano con pochi click comodamente da casa loro.

Un esempio concreto è la piattaforma di Workaway, un vero e proprio servizio di ospitalità mondiale che si occupa di trovare vitto e alloggio a chi si vuole mettere in viaggio in cambio di una certa disponibilità lavorativa pattuita a priori.

Grazie a questo sistema è possibile andare ovunque e fare le esperienze di lavoro più disparate.

Sulla stessa linea si è sviluppato il WWOOF, World Wide Opportunities on Organic Farms, un servizio che mette a contatto persone in cerca di un'esperienza a contatto con la natura a cui viene offerto vitto e alloggio.

Qui in Gran Bretagna ci sono più di 680 siti che ogni anno ospitano persone provenienti da tutto il mondo che sono alla ricerca di una nuova esperienza di vita.

Calcutta House a Londra
Photo by Alex Tai on Unsplash

 

Studiare all'estero e avviare progetti imprenditoriali

 

Tutti questi aspetti hanno accorciato le distanze in tutto il mondo.

Chi prova oggi ad alzare i confini dei paesi non riesce forse ad afferrare di come le nuove generazioni siano abituate ad un mondo in cui le distanze si sono accorciate, in cui vivere con le altre culture è una cosa più che normale.

I giovani d’oggi viaggiano in treno gratis per tutta Europa grazie ai fondi dell’Unione Europea e al progetto DiscoverUE.

Le nuove generazioni che integrano i loro studi con i progetti Erasmus cominciano a viaggiare e a conoscere il mondo prima ancora di laurearsi.

Ma le Erasmus sono anche per i giovani imprenditori.

Infatti esiste un progetto dell’Unione Europea pensato proprio per chi vuole avviare e gestire una piccola/media impresa nel territorio europeo.

Questo evidenzia che il lavoro all'estero è un’opportunità anche per tutti quei giovani che vogliono mettersi in proprio, come dimostrato dal programma europeo di scambio per imprenditori.

Si tratta di un progetto finanziato interamente dalla Commissione Europea e che ha aiutato in passato molti giovani imprenditori ad avviare aziende di successo e a creare una rete di contatti internazionali che ha portato grande valore anche in Italia.

Dopo aver conosciuto tutti questi servizi e le persone che li hanno utilizzati mi sono reso conto che negli ultimi anni anche piccole esperienze di lavoro all'estero, sono diventate una vera e propria esperienza formativa e spesso anche l’inizio di una carriera promettente.

Studiare in Inghilterra oggi ne è un chiaro esempio.

A tutti coloro che si sentono pronti a fare un’esperienza di lavoro estiva all'estero voglio consigliare alcune piattaforme.

Quelle che abbiamo visto fino ad ora sono i siti ufficiali, quindi è bene rifarsi sempre a questi come prima cosa.

Tuttavia ci sono ancora un mare di risorse che è possibile sfruttare, come:

  • Indeed per lavoro estivo all'estero: si tratta di un sito che ospita al suo interno le offerte di lavoro di tutto il mondo, molto utile per chi è alla ricerca di un’esperienza per la prossima estate, ma non solo;
  • il Portale dei Giovani, un sito che si occupa del lavoro stagionale all'estero per i giovani e di altri servizi analoghi;
  • le agenzie del lavoro del paese di riferimento: in base alla città  in cui si vuole fare un’esperienza è possibile mettersi in contatto con le agenzie del lavoro del posto, sempre alla ricerca di personale specializzato e non alla ricerca di un’esperienza di lavoro all'estero nel periodo estivo e non solo. Una semplice ricerca su Google permette di navigare tra tantissime agenzie, qui a Londra la Recruitment Agency Office Angels è molto conosciuta per chi vuole migliorare la lingua con lavori d’ufficio, così come la Creative Recruitment è rinomata per chi è alla ricerca di un lavoro creativo in UK. E’ importante ricordare che spesso queste agenzie sono specifiche per settore, e che quindi bisogna avere le idee chiare su ciò che si cerca;
  • il social network del lavoro LinkedIn: all'estero questo servizio è molto utilizzato. Personalmente ho ricevuto più di una proposta di lavoro su LinkedIn, quindi vi invito a curare bene il vostro curriculum e a mettervi in contatto con agenzie e società che vi possono offrire quell'esperienza di lavoro all'estero che state cercando, ma anche con persone che svolgono il lavoro che vorreste svolgere voi, per capire come sono arrivate a ricoprire quel ruolo e quali consigli possono avere per voi, il confronto diretto è sempre utilissimo.

Per esperienza personale so che vivere all'estero è una cosa meravigliosa, che ti cambia la vita ma che presenta anche molti ostacoli.

Con Esperienze e Viaggi nel Mondo noi proviamo ogni giorno a dare il nostro contributo permettendo, tramite i nostri articoli, di dare la possibilità a tutti coloro che vogliono andare all'estero di partire informati e preparati.

Quello che ho capito dalla mia esperienza personale è che partire informati è la cosa migliore per ridurre al minimo le probabilità di insuccesso.

Esperienze e Viaggi nel Mondo aiuta tutti i giovani e meno giovani ad avere le informazioni necessarie per un determinato paese, lavoro o viaggio all'estero grazie a guide e articoli strutturati in modo chiaro e che vengono aggiornati di giorno in giorno.

Oggi Esperienze e Viaggi nel Mondo è diventato un vero e proprio punto di riferimento per chi vive e lavora all'estero e per chi vuole partire.

Ogni giorno riceviamo tanti commenti ed email a cui rispondiamo con consigli personali in base alle esigenze di chi ci scrive.

Questo ci motiva a continuare con ricerche ed approfondimenti. Oggi chi vuole mettersi in gioco fuori dall'Italia ha bisogno di risposte e consigli pratici, ma soprattutto incoraggiamento e confronto, scambio di idee.

C’è anche un’intera sezione che si occupa di come fare il curriculum in inglese all'estero e di come prepararsi ad un colloquio di lavoro.

Cattedrale di Berlino in Germania
Photo by Paul G on Unsplash

 

Consigli pratici a chi va all'estero

 

Sull'esperienza che ho maturato nelle pagine del mio blog voglio dare qualche consiglio a chi vuole fare un’esperienza di lavoro estivo all'estero:

  • informatevi prima di partire e cercate di farlo da fonti ufficiali;
  • usate le piattaforme viste in questo articolo per trovare il vostro primo impiego e utilizzate sempre i siti ufficiali;
  • scegliete l’offerta che porta beneficio alla vostra carriera e al vostro titolo di studio;
  • fate networking prima di partire, mettevi in contatto con altri italiani, e non solo, che già sono sul posto e che vi possono dare consigli utili, sotto questo aspetto i social network sono davvero preziosi;
  • non date soldi in anticipo soprattutto quando non è stato firmato nulla;
  • diffidate dalle offerte di lavoro poco chiare;
  • leggete bene le clausole dei contratti di affitto che spesso hanno dei vincoli ben precisi relativi a cose come scadenza e preavviso;
  • studiate bene la lingua del posto prima di partire, vi aiuterà a non essere isolati e ad essere autonomi in ogni situazione. E’ sufficiente un buon livello base, che vi aiuti a comunicare inizialmente e che può poi essere migliorato in poche settimane una volta sul posto;
  • fate un piano prima di partire: non lasciate le cose al fato, pianificate ogni singola mossa per non essere impreparati;
  • partite con quale risparmio: magari non vi serve ma avere a disposizione qualche risorsa monetarie extra può essere davvero utile per qualsiasi imprevisto;
  • preparate il vostro curriculum in base agli standard internazionali, quindi evitate il formato europeo che non viene usato all'estero e cercate di mettere in risalto le vostre caratteristiche, senza dilungarvi troppo (mai più di 2 pagine);
  • parlate di voi al vostro datore di lavoro e raccontategli delle vostre ambizioni, di quello che volete fare nella vita, le aziende sono interessate ad avere persone al loro interno che vogliono crescere, non sia mai che da un lavoro estivo possa nascere una vera e propria proposta di lavoro più duratura;
  • valutate le nuove opportunità: relazionarsi ad un mercato del lavoro straniero permette di scoprire nuove strade e alternative a cui magari prima non si era mai pensato, valutate sempre quello che è meglio per voi;
  • preparatevi ad ogni genere di ostacolo: vivere e lavorare all'estero è una grande sfida, siate pronti a tutto e nei momenti più difficili non dimenticate mai il vostro obiettivo, perché siete lì, qual è il dream job, qual è il vostro obiettivo nella vita;
  • divertitevi e godetevi ogni momento: le esperienze più impegnative sono spesso anche le più belle, apritevi al mondo e alle sue possibilità.

In termini di numeri oggi le esperienze di lavoro all'estero sono diventate davvero molto importanti.

In qualsiasi campo, dalla ristorazione al mondo del marketing, un’esperienza di vita all'estero è molto rilevante.

Vivere all'estero apre la mente: imparare una nuova lingua, adattarsi ad una diversa società, lavorare in un contesto differente rispetto a quello italiano permette di avere qualcosa in più.

Così è stato per me: in tre anni ho avuto modo di imparare un mestiere e di trovare la mia strada.

Così è stato per tanti giovani che non sono più tornati.

Così è stato per coloro che dopo un’esperienza di lavoro all'estero sono riusciti ad ottenere un buon posto di lavoro in Italia.

Questo lo sanno bene anche tutti i datori di lavoro che ogni anno tendono ad assumere chi ha contratto esperienze di lavoro oltre i confini nazionali.

Secondo una recente indagine dell’Unione Europea chi ha preso parte ad un progetto Erasmus durante il proprio percorso di studi ha molte più probabilità di essere assunto, e di ricoprire ruoli manageriali, rispetto a chi non ha arricchito il suo curriculum con questa esperienza.

L’Erasmus aiuta a trovare lavoro assieme alle esperienze che i giovani, e meno giovani, fanno con i servizi evidenziati in questo articolo.

Sembra che un'esperienza diretta possa valere, a volte, più di un titolo di studio.

Sono convinto che avrai modo di scegliere la cosa più giusta per te.

Ci vediamo in giro.

A presto.

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2 commenti

Marco Valeri

Pubblicato in data 25-08-2020 10:26:11 da Marco Valeri

Ciao Martina, io quello che ti consiglio è di partire con un obiettivo in testa. Io, ad esempio, mi sono trasferito a Londra e lì ho studiato programmazione fino ad arrivare a lavorare nel settore. Quindi prima di partire ti consiglio di capire questo, ti aiuterà ad avere una direzione. Per la parte burocratica nel blog trovi una guida completa su come vivere e trasferirsi in Germania. Grazie a te per avermi scritto.

Martina Vacca

Pubblicato in data 10-08-2020 21:41:34 da Martina Vacca

Buona sera, sono Martina Vacca e ho trovato molto interessate ciò che hai scritto. Ho 18 anni e vorrei andare a vivere in Germania, precisamente a Berlino. Non so da dove cominciare prima di partire, mi sembra di avere mille cose davanti. Avrei bisogno di un consiglio e anche di una "guida" su come muovermi. Grazie in anticipo!

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